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Il percorso inizia imboccando la strada sterrata a sinistra dell’insegna in legno dell’agriturismo “Giacomino”; dopo circa 300 m deviare a sinistra in salita (cartelli “Berlinghera/Alpe Godone”), alla presa dell’acquedotto svoltare ancora a sinistra sul sentiero che sale ripido nel bosco sino alla radura dell’Alpe Cagarozza (1200 m slm). Superare le baite e, procedendo a destra in salita, seguire la pista sterrata nella pineta sino a un pianoro dove ci si innesta sul tracciato che sale verso gli alpeggi.
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Piegare a destra, percorrere un tratto in leggera discesa e, al bivio, svoltare a destra seguendo le indicazioni “strada agro-silvo-pastorale S. Bartolomeo Godone”. La strada sale per circa 1 km sino alla radura dell’Alpe Godone (1410); da qui svoltare a sinistra proseguendo nel bosco con salite miste a tratti pianeggianti sino alla baita di Predapiatta (segnavia CAI). Una curva a destra immette nella conca dove sono situate le baite dell’Alpe Pescedo (1560) e dell’Alpe di Mezzo (1531).
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Questi alpeggi non sono più usati come ricovero delle bestie e le case sono state ristrutturate da privati per uso turistico. Poco sopra l’alpe Pescedo si trova la bocchetta di Chiaro, punto chiave per il passaggio degli uccelli migratori. A destra si osserva la vetta del Monte Berlinghera, estrema propaggine delle Alpi Lepontine (1930 m). Al bivio poco dopo la fontana a destra e, al bivio successivo a sinistra sullo sterrato che passa sopra le baite dell’Alpe di Mezzo e raggiunge la conca ai piedi del
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monte Sasso Canale, tagliata a monte dal Muro del Terminone, lunghissimo e rettilineo muretto a secco costruito per separare il pascolo privato dell’Alpe di Mezzo da quelli comunali di Montemezzo. Poco oltre si incontra l’Alpe Gigiai (1630); l’Alpe è abbandonato e i pochi rustici sono ormai cadenti. |
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Superata la fontana, a sinistra parte il sentiero in discesa sul crinale erboso che porta ad una cresta ai margini del bosco di faggi. In questo punto il sentiero si perde: descrivere un’ampia curva verso destra sino a ritrovare il tracciato, segnalato con vernice azzurra. La discesa porta alla radura dell’ Alpe Prato (1353), attrezzata con un’area pic-nic e una fontana. La pista sterrata visibile più in basso conduce all’incrocio con le carrarecce verso l’Alpe delle Galline e L’Alpe Gui; proseguire dritti raggiungendo l’Alpe Piazza, (1265).
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L’alpeggio è ancora funzionante e produce formaggio di latte bovino, ovino e caprino, ricotta e burro venduti sul posto. Seguire ora per circa 3 km la carrozzabile asfaltata che scende lentamente a Montalto; poco sotto si incontrano i segnavia CAI: è questo il tratto della Via dei Monti Lariani, sentiero N° 4. Giunti al tornante di via Savrera, abbandonare l’asfalto per imboccare a sinistra il sentiero in leggera discesa segnalato con una bacheca che si inoltra, passando prima tra i prati poi nel bosco, nei solchi della Valle Gigiai e della Valle Scura. Prestare ora molta attenzione perché il sentiero è particolarmente franoso ed esposto. Superati i due torrenti con dei facili guadi, il sentiero sale sino a raggiungere i pascoli di Piazza Lunga. Al bivio successivo seguire a sinistra il sentiero segnalato con le targhette CAI, passare tra le case di Fordeccia e percorrere la strada asfaltata che riporta al parcheggio dopo un tratto in salita di circa 600 m.
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Nota Bene:
L'associazione PEDALEGGIANDO declina qualsiasi responsabilità di qualsiasi natura per eventuali danni a cose o a persone che si dovessero verificare sul percorso segnalato nella presente descrizione.
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