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Dall'imbarcadero di Menaggio in via IV Novembre si procede a destra in leggera salita sino ad immettersi sulla SS340. Dopo pochi metri si incontra un bivio con un semaforo: avanti a destra e, sul bivio successivo, a sinistra in via Annetta e Celestino Lusardi su una strettoia in leggera salita passando di fianco alla chiesa di S. Stefano (a sinistra) e alla suggestiva via Calvi (a destra), in fondo alla quale è posto l'ufficio turistico di Menaggio. La strada spiana permettendo di attraversare il paese senza nessuno sforzo sino a raggiungere una galleria che si evita imboccando sulla destra la pista ciclo pedonale, al termine della quale ci si reinnesta sulla statale.
Il traffico veloce è deviato in una galleria più a monte, quindi questo tratto si percorre in tutta tranquillità. Una discesa ci porta a Nobiallo, dove sulla sinistra si nota il campanile pendente della chiesa dei Ss. Bartolomeo e Nicolò; l'ampio stradone pianeggiante (via A. Diaz) termina sullo svincolo che precede una galleria. Immettersi con cautela sulla statale e deviare dopo pochi metri sulla destra prima dell'imbocco della galleria: è questo il primo dei tratti percorribili sulla strada dismessa che costeggia questa parte di lago.
Al termine della salitella si incontra a sorpresa una galleria che sbuca davanti ad un cancello normalmente chiuso ma che lascia un passaggio a sinistra per le bici; un'altra galleria ed un breve tratto in discesa conducono all'innesto con la strada statale. Percorrere velocemente le poche decine di metri sullo stradone principale che portano alla successiva deviazione a destra sulla strada dismessa, all'imbocco della quale (attenzione alla sbarra!) si notano le curiose forme architettoniche a metà tra la dimora e il castello medioevale di villa Ambrosoli sulla punta della Gaeta.
Usciti ancora una volta sulla SS340 si entra in comune di San Siro, dove un'ulteriore deviazione a destra evita il pericolo della galleria. L'ennesimo raccordo sulla statale porta ad un tratto in salita, al culmine della quale si entra nell'abitato di Acquaseria.
Una lunga discesa ed un tratto pianeggiante piuttosto stretto conducono a un'altra frazione, S. Maria Rezzonico, che vale la pena di visitare a partire dalla domenicana chiesa di S. Maria, arricchita da bellissimi affreschi del XVI e XVII secolo; di fianco alla chiesa si possono vedere i resti di un'antica fortezza romana. Poco oltre una stradina in salita a destra della galleria porta a Rezzonico, antico borgo dai vicoli strettissimi che portano al graziosissimo porticciolo a lago, dominato dalla mole del Castello (non visitabile). Subito dopo le mura del castello parte a destra l'ultimo e più dissestato tratto della strada dismessa che conduce a Cremia, dove a lago si notano i due caratteristici campanili della chiesa di San Vito.
La galleria che si incontra all'uscita del paese si evita imboccando a destra la vecchia statale che conduce a Pianello del Lario, dove è presente il Museo della Barca Lariana, e quindi a Musso. Dopo la chiesa di San Biagio si incontra un semaforo sulla stretta via che attraversa il paese; la ripida salita porta ai piedi del Sasso di Musso, dove un tempo si estraeva un pregiato marmo e dove sorgeva il castello in possesso di Gian Giacomo de Medici, detto il Medeghino. Sempre su questo sperone di roccia è posto il "Giardino del Merlo", un giardino scenografico con piante esotiche, gallerie e passaggi aerei. La vecchia statale si ricollega, dopo una galleria, alla SS340 appena prima dell'abitato di Dongo, paese reso famoso per il drammatico epilogo della guerra di liberazione.
Nelle sue vicinanze venne fermato il 27 aprile 1945 il convoglio che trasportava Mussolini ed alti gerarchi fascisti; questi ultimi furono fucilati sulla piazza antistante il molo del paese. Lo stretto stradone passa a destra della piazza Paracchini, dove nella sede municipale di Palazzo Manzi è posto l'ufficio turistico e il museo della resistenza.
Attraversato il ponte sul torrente Albano si giunge attraverso viale delle Rimembranze al santuario della Madonna delle Lacrime (sec. XVI-XVII) e, svoltando a destra subito dopo in viale Mons. Bellesini, alla chiesa parrocchiale di Santo Stefano (sec. XVII). Allo stop di fronte alla chiesa procedere a sinistra in via Cossoni, quindi a destra dopo circa 50 m per imboccare la pista ciclo pedonale sterrata che, passando per Consiglio Rumo, giunge sino a Gravedona; prima di entrare nel paese occorre percorrere un tratto parallelo al torrente e attraversare un ponticello che immette in via Cimitero.
Dopo un breve tratto si giunge alla chiesa di San Vincenzo e alla famosa chiesa romanica di S. Maria del Tiglio, l'edificio più insigne di tutto l'Alto Lario, costruita sul luogo dove sorgeva un antico battistero paleocristiano. La deliziosa passeggiata che costeggia il lungolago passa per via Roma, viale Stampa e viale Umberto I per terminare, dopo il tratto in salita a senso unico di via T. Gallio, davanti alla possente mole di Palazzo Gallio, costruito alla fine del XVI secolo dal cardinale Tolomeo Gallio su disegno di Pellegrino Tibaldi; oggi il palazzo è sede della Comunità Montana.
Al termine della salita procedere a destra immettendosi sulla SS340 (via Regina Levante), percorrere la discesa, il breve tratto in salita e, sulla successiva discesa attraversare la strada prima di un'officina meccanica per imboccare sulla sinistra la via Oliva: si entra a Domaso percorrendo una strada panoramica sul primo bacino del lago. Procedendo lungo la salita la carreggiata si stringe; la discesa successiva presenta alcuni tratti in acciottolato con dei gradoni che possono creare delle difficoltà; continuare con le bici a mano se necessario.
Il tratto disagevole termina di fronte alla chiesa di S. Bartolomeo che si raggiunge su un tratto lastricato in porfido (via Valsecchi e via Regina); passare di fianco all'edificio, al bivio dietro la chiesa a destra, attraversare il caratteristico ponte in pietra sul torrente Livo e procedere sempre dritti su via Molini sino a raggiungere la località Molo di Vercana dove si incontra di nuovo la SS340. Da qui sino a Gera Lario si deve percorrere la statale, che presenta alcuni brevi tratti stretti e pericolosi.
Dopo avere superato il ponte sul torrente San Vincenzo, a sinistra del quale si può ammirare l'omonima chiesa, svoltare subito a destra sul marciapiede in autobloccanti; in fondo alla discesa a sinistra sulla strada che porta al molo di Gera Lario. Allo stop dopo il bocciodromo a destra, entrare nel parcheggio antistante il porto portandosi sulla sinistra dove parte la pista ciclo pedonale che giunge sino a Sorico, dove termina il giro.
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